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Fabio Cavallari
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Sabato 12 Maggio 2012 11:27 |
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Formigoni, la questione è la democrazia. E riguarda noi. Tutti noi
Tempi - Maggio 12, 2012 Fabio Cavallari
«Non dirò “io sto con Cl”, bensì io sono di Cl se si tratta di difendere i principi fondanti della nostra civiltà». Lettera di un non credente a Tempi
Caro direttore, vorrei evitare di iniziare il mio ragionamento anteponendo l’astuto quanto puerile incipit «io non sono di Cl ma sulla faccenda Formigoni…». Trovo fastidiosa l’idea che una negazione identitaria, costituisca il presupposto ideale perché una posizione ottenga cittadinanza e considerazione. Ho voluto sottolineare questo passaggio perché ritengo che quanto sta accadendo attorno al Palazzo della Regione non sia affatto un problema di delimitata competenza ciellina. Voglio dirlo nella maniera più laica possibile, sempre che questo termine non abbia subito irrimediabilmente la sua Caporetto.
Il tema del dibattito è la democrazia. Con tutta sincerità, se fossimo qui a discutere delle sorti interne di un movimento ecclesiale, io potrei anche disinteressarmi della cosa. Il punto non è neppure capire se il Governatore e gli uomini che da vent’anni costituiscono il nocciolo duro dell’esperienza lombarda, riescano a tener botta o debbano arrendersi alle orde dei barbari moralizzatori. Certo, in caso di débacle sarei umanamente dispiaciuto per tutti gli amici con cui sono entrato in empatia umana in questi anni. In realtà, il vero dramma risiede nel tentativo, ben più ampio, di azzeramento degli spazi democratici nel nostro paese. Non stiamo discutendo di un affare che riguarda le logiche interne di una stretta schiera di uomini legati a Cl e neppure delle contraddizione insite nella natura di ogni individuo.
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Ultimo aggiornamento Sabato 12 Maggio 2012 11:45 |
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Mercoledì 02 Maggio 2012 12:48 |
Matera “Storie di uomini e donne più forti della malattia”
Il Quotidiano della Basilicata - 01.05.2012
MATERA - Si sfoglia la vita e, nelle pieghe, si scopre il dolore. Alla brillante superficialità delle apparenze si pone così, accanto, “La forza della vita nella sofferenza”, ad un tempo chiave di lettura proposta dal Centro culturale Fontana vivace, al suo secondo appuntamento nella Mediateca della Provincia, ma anche orizzonte entro il quale rispondere alla fondamentale domanda dell'uomo sul senso del proprio essere. A condurre lungo le tracce che rimandano al supremo interrogativo, c'era Fabio Cavallari, con il suo libro “Vivi - storie di uomini e donne più forti della malattia”.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Maggio 2012 13:05 |
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Lunedì 26 Marzo 2012 10:16 |
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Liberi di morire. Una fine dignitosa nel paese dei diritti negati"
Autore: Luisella Saro Fonte: CulturaCattolica.it
"Scusa, io non vedo e sono anche sorda, però ti sento al tatto. Hai mani delicate. Sei sposata? Sì, hai la fede al dito. Grazie per essere qui. Grazie per farmi compagnia con la tua mano. Le mani dicono molto. Per molti anni le usiamo solo come strumenti e non ci accorgiamo invece che parlano. Il nostro cuore parla con le mani".
(F. Cavallari, Il grande campo della vita. Storie da Hospice)
Mani. Mani come strumenti: strumenti di vita e strumenti di morte. Si può scegliere.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Marzo 2012 10:27 |
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Martedì 28 Febbraio 2012 15:17 |
Il giornalista-scrittore noto per i suoi racconti di vita porta a San Marino due testi: “Vivi” e “Il grande campo della vita” storie di uomini e donne più forti della malattia
Aperta la stagione 2012 della rassegna letteraria Libri+Libri ormai alla terza edizione. Fabio Cavallari giornalista di Tempi e scrittore presenta due libri a loro modo collegati. "Vivi, storie di uomini e donne più forti della malattia" uscito da alcuni giorni dopo "Il grande campo della vita" sempre sul diritto alla sopravvivenza. Storie raccontate da Cavallari e vissute nel quotidiano familiare di persone "malate di vita" lontanissime dal percorso di morte che accompagna le patologie più invalidanti e terminali. L'iniziativa patrocinata dalla Segreteria alla Cultura sì è svolta nella prestigiosa sede dello Studio Antao di Fiorina.
fz
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Febbraio 2012 13:58 |
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Mercoledì 29 Febbraio 2012 14:04 |
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STORIE di uomini prima della morte’ di Fabio Cavallari. Continua la rassegna LIBRI+LIBRI
Giornale.sm
26 febbraio 2012
- Giornale.sm - Storie di uomini prima della morte’ di Fabio Cavallari, due volumi dedicati ai malati terminali. E’ stata aperta a Domagnano da un giornalista la rassegna culturale ‘Libri più libri’ ripartendo da un tema di forte impatto emotivo: che vita vive il malato terminale? Il dibattito sul confine incerto tra vita e morte è sempre più vivo nelle nostre coscienze. Cavallari in Repubblica ha presentato i due volumi (‘Vivi. Storie di uomini e donne più forti della malattia’ e ‘Il grande campo della vita’) che raccontano le storie di uomini e donne ricoverati in strutture speciali per malati terminali, assistiti da volontari consapevoli di accompagnare queste persone non verso la morte ma a vivere bene, nella loro piena identità e consapevolezza, quello che rimane della loro vita. Resto del Carlino
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Febbraio 2012 14:18 |
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Mercoledì 09 Novembre 2011 16:57 |
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Il grande campo della vita - Storie da hospice
di Fabio Cavallari
prefazione di Aldo Trento
Edizioni Lindau | Collana "I libri di Tempi" | pp. 150 | euro 14,50 | prima edizione Novembre 2011


"Non accompagniamo nessuno alla morte. Sino a quando si vive, si accompagna alla vita", così ripetono le volontarie dell’Hospice in Columbus del Dipartimento Oncologico H. Sacco. Non è una frase che hanno imparato in qualche corso di formazione, od una litania laica ispirata ad una profonda convinzione religiosa. No, le loro parole sono l’esperienza di un vissuto che travolge, lascia attoniti, diventa maestro e allievo.
Ci sono le cure palliative, il tentativo di lenire il dolore fisico, di attenuare gli effetti del "male". Medici, professionisti, infermieri tutti protesi a costruire un percorso di accoglienza, un abbraccio che sappia andare oltre patologie, diagnosi infauste e prognosi senza ritorno. E poi, un luogo pensato ad hoc, capace di garantire un’unità tra chi si trova ricoverato e la propria famiglia.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Marzo 2012 10:26 |
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"Ho imparato in questo secolo l'indicibile dell'umano, di ognuno di noi e della relazione con l'altro che non possiamo mai afferrare fino in fondo. La mia paura è che mi venga tolto non tanto il pane e nemmeno la Costituzione, ma questa idea dell'umano. Vi prego, non permettete che la domanda sull'essere umano venga cancellata"
(Pietro Ingrao -Roma 30 marzo 2005)
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